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Preordini settembre: riempire l'agenda della pizzeria

di Vittorio Cipriano·

In Sicilia la scuola riapre martedì 15 settembre. Non è una voce di paese: è il calendario scolastico regionale, pubblicato ad aprile (Regione Siciliana).

Quel giorno lì, nel tuo comune, cambia tutto in una sera. Finiscono le cene delle nove e mezza, spariscono i cugini venuti dal nord, i ragazzi tornano a casa alle undici invece che alle due. E la pizzeria che ad agosto non riusciva a rispondere al telefono si ritrova con tre tavoli il martedì.

Il punto è che quel calo lo sai già da adesso. Mancano meno di quattro settimane. È esattamente il tempo che serve per riempire settembre — ma va fatto ora, mentre in paese c'è ancora gente, non il 16 settembre quando il locale è vuoto e ti viene in mente di fare qualcosa.

Lo strumento che funziona meglio, e che quasi nessuno usa, si chiama preordine.

Cos'è un preordine (e cosa non è)

Un preordine è un ordine completo e pagabile, fatto oggi per una data futura. Non è una prenotazione di tavolo, dove il cliente dice "siamo in sei, sabato alle nove" e tu non sai nemmeno se mangeranno pizza o solo birra.

Nel preordine c'è già tutto: cosa vogliono, quante, per quale ora, ritiro o consegna, e chi paga. A te resta solo da infornare al momento giusto.

La differenza pratica è enorme:

  • Sulla spesa. Il mercoledì sai già quante mozzarelle ti servono venerdì, perché venti pizze sono già scritte. Non ordini a naso.
  • Sui tempi. Le ventidue pizze della squadra di calcetto non ti arrivano tutte insieme alle 21:15 in mezzo agli altri: hai un orario concordato e le prepari nella fascia che decidi tu.
  • Sull'incasso. Un tavolo prenotato può disdire con un messaggio. Un preordine pagato no.

E soprattutto: il preordine è l'unica forma di ordine che puoi cercare tu, invece di aspettare che squilli il telefono.

Le tre finestre da qui al 15 settembre

Settembre non si riempie con un'idea sola. Si riempie con tre mosse in tre momenti diversi, e ognuna parla a gente diversa.

Da oggi al 31 agosto: raccogli i contatti finché ci sono

In questi giorni in pizzeria passa il massimo delle persone che vedrai fino a Natale. Gli emigrati che tornano per le ferie, i villeggianti, le famiglie riunite. La maggior parte di loro tra tre settimane non c'è più — ma i loro numeri sì, se te li fai dare adesso.

Non serve niente di complicato: il cartoncino sul bancone, il QR sul tavolo, la domanda al momento del conto. "Le lascio il numero della pizzeria? Le scrivo solo quando c'è qualcosa di vero: chiusure, serate speciali."

Chi resta in paese ti ordinerà a settembre. Chi riparte ti ordinerà a Natale. In entrambi i casi, il contatto raccolto in questi dieci giorni vale più di qualsiasi cosa farai a ottobre. Se non l'hai mai fatto in modo ordinato, qui c'è come costruire la lista senza rischiare sanzioni — perché il modo conta quanto la lista.

Dal 1° al 14 settembre: le cene di rientro

Le due settimane prima della campanella sono un momento sociale preciso, e in paese lo è ancora di più: le famiglie rientrano dalle case al mare, i gruppi si rivedono, e c'è quella voglia di "usciamo prima che ricominci tutto".

È la finestra dei preordini di gruppo. Non aspettarli: proponili. Un messaggio ai contatti raccolti ad agosto, una foto sulla pagina, due parole a chi passa a ritirare:

"Dal 1° al 14 settembre prendiamo ordini di gruppo su prenotazione: ci dite quante pizze e a che ora, le trovate pronte. Anche venti, anche trenta."

Chi ha una comitiva in mente, in quel momento, decide di farla da te.

Dal 15 settembre in poi: il ritmo fisso

Con la scuola riaperta, la settimana del paese torna prevedibile. E la prevedibilità è la tua alleata migliore, perché ti permette di creare un appuntamento.

Le cose che si preordinano bene in questa fase sono quelle ricorrenti:

  • La pizza del venerdì della famiglia che non ha voglia di cucinare dopo la prima settimana di scuola.
  • Il pranzo degli operai e degli uffici, ordinato la mattina per l'una.
  • L'allenamento del giovedì sera: la squadra finisce alle 21 e passa a ritirare.
  • Il corso, la riunione, il consiglio: gruppi che si vedono sempre lo stesso giorno.

Uno di questi, messo a regime, ti dà una serata riempita ogni settimana per tutto l'inverno. Non è un colpo grosso: è il pavimento sotto i piedi.

Le date già scritte sul calendario (usale)

C'è una cosa che il calendario scolastico ti regala e che quasi nessuno guarda: le sospensioni. Oltre alle feste normali, quest'anno in Sicilia le lezioni sono sospese lunedì 2 novembre e lunedì 7 dicembre, e le vacanze di Natale vanno dal 23 dicembre al 7 gennaio (stessa fonte, la Regione).

Tradotto per chi sta al forno: la domenica sera del 1° novembre e quella del 6 dicembre non sono domeniche normali. Nessuno deve alzarsi presto il giorno dopo. Sono due serate da segnare in rosso adesso, non da scoprire il giorno stesso.

Se in quelle date hai una proposta pronta — la serata dedicata, il menù di gruppo, l'orario prolungato — le riempi. Se ci arrivi impreparato, passano come tutte le altre.

Già che ci sei, controlla che gli orari sulla scheda Google siano giusti: il ponte è esattamente il momento in cui la gente cerca "pizzeria aperta" col telefono in mano.

Come si raccoglie un preordine senza impazzire

Qui casca l'asino, e casca sempre allo stesso modo: il preordine preso a voce.

Il cliente ti dice mercoledì al banco "sabato prendo otto pizze per le nove". Tu annuisci, sei convinto di ricordartelo, e sabato alle nove ti arrivano otto pizze in mezzo al pieno, senza sapere quali. Oppure te lo scrivi su un foglietto che finisce sotto il registratore di cassa.

Un preordine, per reggere, ha bisogno di quattro cose scritte:

  1. Cosa, voce per voce. Non "otto pizze": otto pizze con i nomi.
  2. Quando, con l'ora di ritiro precisa. Non "verso le nove".
  3. Chi, con un numero di telefono che risponde.
  4. Una conferma che il cliente vede. Se lui non ha niente in mano, la sua testa considera l'accordo provvisorio — e disdice senza problemi.

Le prime tre le puoi fare anche su un quaderno, se sei ordinato. La quarta sul quaderno non la fai, ed è quella che tiene in piedi tutto.

Ed è il motivo per cui un preordine preso online regge meglio di uno preso al telefono: il cliente sceglie con calma, scrive lui, sbaglia di meno, e riceve la conferma sul suo telefono. Tu non blocchi la linea nell'ora di punta per un ordine che consegnerai fra tre giorni. Se hai già il menù con il QR sul tavolo, sei a metà strada.

Tre errori che fanno saltare tutto

Accettare qualsiasi orario. Se metti tutti i preordini alle 20:30 hai solo spostato il caos, non l'hai tolto. Decidi tu quante pizze regge il forno per fascia da mezz'ora, e quando quella fascia è piena proponi l'altra: "alle 20:30 siamo pieni, alle 21 gliele do calde". Nessuno si offende, e tu non bruci una serata.

Non richiamare il gruppo grande. Sopra le quindici-venti pizze, una chiamata di conferma il giorno prima non è pignoleria: è l'unica cosa che ti separa da trenta impasti buttati.

Prendere ordini per una serata e non dirlo a nessuno. I preordini non arrivano da soli. Se non lo scrivi sul cartello, sulla scheda Google, nel messaggio ai clienti e sulla pagina, l'unica gente che sa che si può fare sono i quattro che te lo chiedono da anni.

In sintesi

  • La scuola in Sicilia riapre il 15 settembre: il calo delle serate è già scritto, e hai meno di quattro settimane per prepararlo.
  • Fino al 31 agosto raccogli contatti, finché in paese c'è ancora gente.
  • Dal 1° al 14 settembre proponi i preordini di gruppo: è la finestra delle cene di rientro.
  • Dal 15 in poi costruisci il ricorrente: la pizza del venerdì, il pranzo degli uffici, la squadra del giovedì.
  • Segna già 1° novembre e 6 dicembre: sono domeniche con il lunedì libero.
  • Un preordine regge solo se è scritto, con ora precisa e una conferma che il cliente vede.

Il pezzo faticoso di tutto questo non è l'idea: è tenere insieme trenta ordini futuri mentre inforni. A quello serve un posto dove gli ordini si scrivono da soli, con data, ora e nome, e il cliente riceve la sua conferma senza che tu debba fare niente.

È quello che fa Yumly: il tuo sito d'ordinazione, con il tuo nome, ordini scritti e programmabili, i clienti che restano tuoi. €29 al mese fissi, nessuna commissione sugli ordini, 30 giorni di prova gratis senza carta di credito — e se il menù non hai tempo di caricarlo, il menù lo carichiamo noi, gratis per i primi 50 clienti.

Se lo attivi in questi giorni, arrivi al 15 settembre con l'agenda già mezza piena invece che vuota.

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